L’Algeria rinuncia ai Sukhoi Su-35

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Dopo Indonesia ed Egitto anche l’Algeria ha rinunciato ad acquisire i caccia russi Sukhoi Su-35. Era stato il portale algerino MENA Defense a menzionare nel settembre del 2018 dell’ordine da parte della Difesa algerina di uno squadrone di 18 Sukhoi Su-35.

Partner militare storico e affidabile di Mosca, Algeri avrebbe infatti deciso di concentrare i propri fondi finanziari sulla modernizzazione dei caccia Sukhoi Su-30MKA già forniti a suo tempo dalla Russia. Un potenziamento che include il retrofit con motori turbofan AL-41F-1S, così come l’installazione del radar Irbis-E e quindi in parole povere con buona parte delle tecnologie a disposizione del Su-35 che consentirebbero di ottenere fondamentalmente un caccia con prestazioni praticamente simili.

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Non dimentichiamo inoltre il possibile acquisto dei bombardieri di prima linea Sukhoi Su-32 (versione da esportazione del Su-34 “Fullback”) e del caccia di quinta generazione Sukhoi Su-57 “Felon”.

Del bombardiere di prima linea la notizia mai confermata risale al 2016 e sarebbe stata riportata da alcune fonti in occasione della visita del comandante dell’Aeronautica algerina, il Mag. Gen. Boumaiza al salone russo MAKS-2019.

In realtà in quel contesto si tornò a parlare non solo dei Su-35 ma anche (per la prima volta) anche della fornitura di 14 caccia di quinta generazione Su-57E, variante da esportazione del Felon.

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Ma a tal proposito l’ultima notizia relativa ai Su-57 algerini e la cui consegna sarebbe prevista non prima del 2025 è quella di aver suscitato serie preoccupazioni al vicino Marocco.

Durante il recente viaggio del ministro della Difesa israeliano Benny Gantz a Rabat il locale Ministro della Difesa marocchino Abdellatif Loudiyi avrebbe discusso con lui circa i possibili potenziamenti della Royal Moroccan Air Force (RMAF).

Lo Stato nordafricano ha difatti manifestato preoccupazioni per il potenziamento algerino chiedendo l’intercessione di Israele sull’amministrazione degli Stati Uniti affinché accettassero la vendita di caccia F-35 e di armamenti più sofisticati a Rabat.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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