Attacchi ucraini alle raffinerie: Mosca importa benzina di Bielorussia, India e Kazakistan

Adnkronos – Mosca ha aumentato di venti volte le importazioni di benzina dalla Bielorussia nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2025, rendono noto fonti del settore citate da Reuters in un articolo rilanciato da Moscow Times.
La Bielorussia, con le sue due raffinerie, con una capacità di produzione annuale di 24 milioni di tonnellate, è fonte di rifornimento di carburanti per la Russia, insieme al Kazakistan, pur disponibile a vendere alla Russia solo 50mila tonnellate di benzina fra luglio e agosto nel timore di incappare in sanzioni secondarie, e India – che per la prima volta ha venduto e non ancora spedito benzina, 60mila tonnellate, al Paese da cui acquista petrolio – in seguito alla diminuzione della produzione dovuta ai raid dei droni ucraini contro le raffinerie del Paese.
Nel mese di giugno, hanno passato il confine 181mila tonnellate di benzina prodotta dalle raffinerie bielorusse, tre volte quanto esportato in Russia il mese precedente. Da gennaio a fine giugno, la quantità di benzina bielorussa acquistata da Mosca è stata di 453mila tonnellate.
Nello stesso periodo, sono aumentate, di cinque volte, anche le importazioni di diesel dalla Bielorussia, a 256mila tonnellate. Nel solo mese di giugno, la Russia ha acquistato dalla Bielorussia 16mila tonnellate di combustibile per aerei, tre volte tanto la quantità acquistata a maggio.
L’India si presenta come un fornitore affidabile: la raffineria di Nayara è di Rosneft al 49 per cento. Ma le quantità prodotte sono limitate. Anche la Bielorussia è disponibile ma a caro prezzo: il costo della benzina venduta da Aleksandr Lukashenko all”amico’ Vladimir Putin è del 60 per cento superiore al prezzo all’ingrosso a cui è trattato alla Borsa di San Pietroburgo.
A seguito dei raid dei droni ucraini degli ultimi mesi, anche in profondità fino a Omsk (nella foto), dove martedì è stata colpita la raffineria più grande in Russia, ha provocato il crollo della capacità degli impianti del 25 per cento, a giugno, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con un picco negativo di produzione degli ultimi 20 anni, e il crollo della produzione di benzina del 17 per cento, molto al di sotto di quanto il mercato interno richiede.
I rifornimenti sono limitati in circa 50 regioni della Federazione e dell’Ucraina occupata. La vendita di benzina alla borsa di San Pietroburgo è calata del 23,9 per cento a giugno (sempre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).
L’agenzia di analisi KPLER anticipa uno scenario più ottimista, con un aumento compreso fra il 7 e il 22 per cento fra luglio e settembre, quando comunque non sarà stato raggiunto il livello dello scorso anno. Fonti del settore citate dal quotidiano russo Kommersant, contestano questa previsione come troppo ottimista.
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