Guerra in Ucraina: il ritorno dei nordcoreani (con i missili balistici migliorati dai russi)

La Corea del Nord avrebbe dispiegato in Russia Occidentale un reparto missilistico equipaggiata con 120 missili balistici tattici KN-23/KN-24 e sei lanciatori mobili per attacchi contro l’Ucraina, ha detto un funzionario dell’agenzia di intelligence militare ucraina alla Reuters.
Andrii Cherniak, della Direzione principale dell’intelligence militare ucraina (HUR), ha affermato che la Russia intende dislocare un’unità missilistica composta da circa 90 militari nordcoreani nella regione russa occidentale di Voronezh, all’interno della sua 112ª Brigata missilistica.

Del resto i missili balistici tattici nordcoreani sono già stati impiegati nel 2025 contro obiettivi ucraini e le forze militari di Pyongyang hanno combattuto al fianco dei russi per liberare la porzione della regione di Kursk occupata dalle ruppe ucraine tra agosto 2024 e aprile 2025.
Kiev cerca Seul
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi n un’intervista con l’emittente ucraina United News,che è stata presa la decisione di schierare in territorio russo un numero di soldati nordcoreani compreso tra 30.000 e 50.000. La Corea del Nord sta “studiando questa guerra” e potrebbe rappresentare una minaccia per altri Paesi asiatici perché “acquisirà esperienza nella guerra moderna sotto la guida della Russia”.

Il presidente ucraino ha affermato che i nordcoreani sono stati coinvolti nella guerra a centinaia, poi a migliaia, e che questa “decisione” porterà il numero a decine di migliaia. “Abbiamo già trovato missili nordcoreani sul territorio ucraino. Oggi questo è un fatto accertato ha dichiarato -. È assolutamente chiaro che la Corea del Nord continuerà ad acquisire esperienza nella guerra moderna, a ottenere licenze dalla Russia e a ricevere da essa ogni tipo di strumento militare. Lo comprendiamo benissimo”.
Di conseguenza, Zelensky ha esortato la Corea del Sud ad avere una “cooperazione più stretta” con l’Ucraina, compreso uno scambio di sistemi di difesa aerea in cambio di un accordo sui droni.
Le valutazioni occidentali
Secondo il think-tank americano (filo-ucraino) Institute for the Study of the War (ISW), “è probabile che i missili balistici nordcoreani stiano aiutando gli sforzi russi per sfruttare la mancanza di intercettori antimissile balistici in Ucraina. La Corea del Nord trarrà probabilmente vantaggio dall’impiego sul campo di battaglia dei suoi sistemi e potrebbe attingere all’esperienza russa per migliorare le prestazioni dei suoi sistemi missilistici.

L’Aeronautica ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato un numero imprecisato di missili balistici a corto raggio (SRBM) KN-23 tra il 29 e il 30 luglio. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato il 30 luglio che la Russia ha utilizzato un missile nordcoreano contro l’Ucraina, il che rappresenterebbe il primo utilizzo di questo tipo dall’agosto 2025”.
Zelensky aveva precedentemente avvertito, il 25 luglio, che la Corea del Nord stava pianificando di trasferire missili alla Russia. Una fonte militare anonima ha dichiarato a Reuters il 30 luglio che i missili nordcoreani hanno una gittata maggiore e testate più grandi rispetto ai missili balistici a corto raggio (SRBM) Iskander russi, ma sono inferiori in termini di precisione.
Un’altra fonte militare anonima ha dichiarato a Reuters il 30 luglio che la Russia ha messo in campo un arsenale di missili nordcoreani che può utilizzare per potenziare i suoi attacchi missilistici.
L’ISW ha valutato che “la Russia ha aumentato il numero di missili balistici impiegati nei suoi attacchi in profondità per sfruttare la carenza ucraina di intercettori di fascia alta (Patriot) in grado di contrastare i missili balistici. Ciò potrebbe accrescere l’importanza degli aiuti militari nordcoreani alla Russia, qualora quest’ultima intendesse sostenere un ritmo più elevato di attacchi con missili balistici contro l’Ucraina.

È probabile che la Corea del Nord trarrà vantaggio da un maggiore utilizzo dei suoi missili balistici a corto raggio nella campagna di attacchi russi all’Ucraina”.
L’ISW aveva precedentemente riportato che i missili nordcoreani hanno beneficiato di notevoli miglioramenti in termini di precisione e prestazioni di combattimento complessive durante la guerra in Ucraina. Funzionari dell’intelligence ucraina hanno dichiarato all’agenzia di stampa giapponese Kyodo News il 20 giugno che i miglioramenti tecnologici russi hanno ridotto il margine di errore di impatto dei missili KN-23 e KN-24 da un intervallo compreso tra uno e tre chilometri a un intervallo compreso tra uno e cinque metri.
Questi funzionari dell’intelligence ucraina hanno anche affermato che, prima dei miglioramenti russi, solo il 20% dei missili nordcoreani raggiungeva i propri obiettivi, e alcuni esplodevano in volo senza essere intercettati. L’utilizzo da parte della Russia di missili nordcoreani nell’attacco del 29-30 luglio potrebbe indicare che questi miglioramenti hanno reso il KN-23 più efficace per missioni di attacco in profondità.

“La Corea del Nord potrebbe trarre insegnamento dai miglioramenti russi al proprio equipaggiamento militare e aumentare la propria capacità di replicare i sistemi d’attacco russi, seppur senza la stessa sofisticazione e diversità di sistemi”.
Le valutazioni riportate dall’ISW risultano credibili considerando anche il livello di migliorie che il supporto tecnologico russo ha permesso di apportare ai droni iraniani del tipo Shahed impiegati recentemente nella guerra del Golfo che incorporano tecnologie e sistemi di guida utilizzati da Mosca su droni Geran.
Circa l’impiego bellico futuro di forze nordcoreane, Zelensky ha dichiarato che Mosca punta a far arrivare altri 30.000 militari nordcoreani, mentre l’intelligence sudcoreana valuta che Pyongyang abbia avviato il reclutamento di personale per un nuovo dispiegamento in Russia.

Dalla fine del 2024 la Corea del Nord ha inviato in Russia migliaia di militari, impiegati in particolare nella regione di Kursk, oltre ad aver annunciato l’invio di mille genieri e cinquemila operai militari per le operazioni di sminamento e ricostruzione a Kursk e nei territori ucraini controllati da Mosca.
Le valutazioni ucraine e di altre fonti indipendenti attribuiscono a Pyongyang la fornitura alla Russia di milioni di proiettili d’artiglieria e mortaio, sistemi di artiglieria, lanciarazzi multipli e missili balistici KN-23 e KN-24. Secondo l’intelligence militare ucraina sarebbero già stati consegnati ai russi 148 missili di questo tipo.
I commenti a Mosca
Da Mosca non sono giunte smentite alle notizie circa il nuovo impiego di forze nordcoreane. Il primo vicepresidente della commissione Difesa della Duma, Aleksej Zhuravlyov, ha dichiarato a Gazeta.ru che sarebbe “del tutto logico” per la Russia utilizzare armamenti forniti da un partner strategico come la Corea del Nord. Il deputato ha affermato che Pyongyang è l’unico alleato ad aver sostenuto Mosca anche con proprie truppe e ha aggiunto che non vi sarebbe “nulla di censurabile” nell’impiego di lanciatori e missili nordcoreani contro l’Ucraina.
Tesi ineccepibile se si considera la consistenza degli aiuti che l’Occidente ha fornito e fornisce all’Ucraina in termini di armi, munizioni, supporto logistico e d’intelligence ma anche in termini di combattenti “volontari”, provenienti da Europa, Americhe e Asia in numero ben più consistente dei contingenti nordcoreani schierati in Russia.

Zhuravlyov auspica inoltre un contributo militare anche da parte di India e Cina, al momento politicamente improbabili. Tra Russia e Corea del Nord è in vigore il Trattato di partenariato strategico globale del giugno 2024, che contiene una clausola di assistenza militare reciproca in caso di aggressione armata, a differenza del Trattato di partenariato strategico globale sottoscritto con Teheran nel gennaio 2025, che non prevede un analogo obbligo di mutua difesa.
Un’analisi citata in Italia da Askanews ma pubblicata dal sito russo Stolitsa.ru, che cita il celebre ‘voenkor’ (corrispondente militare) Aleksandr Kots, afferma di non poter verificare le informazioni diffuse dall’intelligence Ucraina e dai media occidentali ma sostiene che “sarebbe ottimo se fosse vero” ricordando che il KN-23 è un missile balistico tattico con gittata di circa 700 chilometri e testata da 500 chilogrammi, mentre il KN-24 ha una gittata di circa 400 chilometri e una testata da 400 chilogrammi.
Entrambi vengono indicati come simli rispettivamente del russo Iskander-M e dell’americano ATACMS e destinati a colpire depositi, aeroporti, infrastrutture e altri obiettivi nelle retrovie ucraine.
Produzione sotterranea potenziata
Fonti d’intelligence hanno rilevato con la ricognizione satellitare che la Corea del Nord avrebbe completato la costruzione e la copertura con terrapieni di un nuovo impianto di produzione sotterraneo per incrementare la produzione dei missili balistici Hwasong-11 (KN-23/KN-24), utilizzati dalle forze russe in Ucraina.

E’ quindi possibile ipotizzare che le migliorie assicurate dalla tecnologia russa siano state ricompensate con un maggiore impiego di un numero crescente di missili balistici nordcoreani da affiancare a quelli russi nell’escalation offensiva contro l’Ucraina.
Elemento rilevante è anche la proliferazione in Iran e Corea del Nord dei grandi stabilimenti sotterranei per la produzione militare e di missili balistici realizzati a grandi profondità per metterli al riparo dagli ordigni a penetrazione.
Foto: Reuters, X, Presidenza Ucraina e KCNA
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Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli
Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa e nel 2026 ha aperto il Canale YouTube “La Penna nel Fianco”. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario. Nel 2026 ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI).








