Vertice sul Libano: l’Italia non è invitata

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di Lao Petrilli da Wikilao

Il 25 settembre grande summit sul Libano a New York. Senza l’Italia.

I vertici delle Nazioni Unite hanno deciso di lanciare l’International Support Group, attraverso il quale si intende armonizzare le scelte strategiche per aiutare il Paese dei cedri su questioni che ne stanno minando pericolosissimamente la stabilità, essenzialmente tutte riconducibili alla crisi siriana: i rifugiati (sono ormai più di un milione), la situazione politico-economica e il sostegno alle Forze Armate Libanesi, le LAF.  L’incontro sarà presieduto da Ban Ki Moon in persona. Sono stati invitati i rappresentanti di UNHCR e UNDP, i ministri degli esteri dei cinque Paesi con seggio permanente al Consiglio di sicurezza, Catherine Ashton per l’Europa, il segretario generale della Lega Araba e, ovviamente, il presidente libanese, Michel Suleiman.  Non altrettanto ovviamente, a sentire Roma, è stata lasciata fuori l’Italia. Dal Palazzo di Vetro spiegano che quella del 25 settembre sarà solo un primo meeting (peraltro preceduto da alcuni incontri preparatori), sottolineando che l’International Support Group avrà un formato flessibile. Viene poi evidenziato come anche altri grandi Paesi europei non siano stati invitati, chiaro riferimento alla Germania e alla Spagna. Ma a Roma c’è comunque disappunto, per usare il linguaggio felpato delle feluche.

Una fonte diplomatica definisce la vicenda “un errore, più che uno sgarro” all’Italia, che “ha con il Libano profondissimi rapporti”. La contestazione trova argomenti anche su un piano ‘tecnico’: già in passato si sono organizzati incontri estesi a Paesi significativi, “c’è l’esempio del formato 5+1 sull’Iran”. Inoltre è stato affidato a Derek Plumby, capo dell’UNSCOL (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Libano), un intervento sulle Forze libanesi, tema su cui, nella valutazione degli interlocutori, sarebbe stato corretto far parlare invece UNIFIL. “A meno che non si voglia intendere il Force commander come un subordinato di Plumby, cosa che però non sta scritta da nessuna parte”.
Si parla dunque del mancato invito come di un “inaccettabile declassamento”, rispetto al quale – rivelano fonti di WikiLao – non mancheranno proteste. E si chiosa: “come si può tener fuori da un incontro un Paese così storicamente vicino al Libano, che oggi contribuisce a UNIFIL come nessun altro, con 1.100 uomini e che ne ha espresso il comandante per quattro degli ultimi sei anni, prima con Claudio Graziano, poi con il generale Paolo Serra, sul lavoro dei quali c’è sempre stato plauso unanime?”.

(Foto: REUTERS/Ali Hashisho)

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