L’Aeronautica russa riceve i primi Sukhoi Su-34M aggiornati

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Come riportato dagli organi di stampa russi lo scorso 4 luglio, il 277° Reggimento di Khurba della 303^ Divisione di aviazione mista appartenente all’11^ Armata “Ordine della Bandiera rossa” della Forza Aerospaziale russa (VKS), di stanza del Distretto Militare Orientale, nei pressi di Khabarovsk, ha ricevuto diversi nuovi bombardieri multiruolo Sukhoi Su-34M (“Fullback” per la NATO) aggiornati.

La consegna è avvenuta a distanza di poco più di due anni dalla firma del contratto siglato nel maggio 2020 che prevedeva nel dettaglio la consegna di 76 Su-34M aggiornati entro il 2027.

Gli aerei sono stati messi immediatamente in funzione e sono utilizzati adesso dai piloti per i voli di addestramento. Secondo fonti russe si tratterebbe del secondo lotto di velivoli Su-34M (dal quinto all’ottavo, numeri di serie da “12-05” a “12-08”) costruito dalla NAPO in base a un nuovo contratto triennale per la realizzazione di 24 bombardieri modernizzati Su-34M.

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I primi quattro Su-34M sarebbero stati dunque trasferiti (decisamente in sordina) allo stesso Reggimento aereo già alla fine dello scorso novembre. In precedenza il 277° aveva ricevuto 26 Su-34 nel biennio 2016-2017 con i quali erano stati riequipaggiati due squadroni del reggimento mentre un terzo squadrone mantenne in servizio i bombardieri Su-24M2 fino all’arrivo dei Su-34M appena consegnati.

I Su-34M sono chiamati a sostituire non solo la vecchia e ancora consistente flotta dei vecchi Su-24 “Fencer” (secondo l’ultimo rapporto FlightGlobal 2022 ancora presente in almeno 258 esemplari), ma anche alcuni dei bombardieri Tu-22M Backfire grazie anche all’elevato raggio d’azione del Su-34 nonostante la dimensione considerevolmente inferiore rispetto ai Tupolev.

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Come ampiamente trattato in passato da Analisi Difesa – e confermato recentemente dal direttore generale della United Aircraft Corporation russa Yuri Slyusar – la nuova variante Su-34M fa parte del logico programma di sviluppo del “Fullback” focalizzato principalmente sull’esecuzione dei compiti di ricognizione attraverso l’installazione di speciali pod da ricognizione sviluppati in tre varianti: UKR-RT (ELINT), UKR-OE (con sensori optoelettronici) e UKR-RL (radar ad apertura sintetica), in grado secondo i costruttori di rilevare emissioni radar, segnali radio e persino comunicazioni tra telefoni cellulari a centinaia di chilometri di distanza.

L’aggiornamento include ovviamente anche l’avionica e l’integrazione di ulteriori armi ad alta precisione inclusi i missili da crociera Kh-101 e Kh-102 e probabilmente anche dei moderni missili ipersonici KH-47M2 Kinžal.

Anche le capacità di combattimento aria-aria saranno migliorate facilitando potenzialmente l’integrazione di nuove armi aria-aria come i missili R-77M (noto anche come “Izdeliye 180”), una variante in fase di sviluppo dell’R-77 AA-12 “Adder” (dotato di radar AESA e motore a razzo dual pulse) destinato in principio al caccia di quinta generazione Su-57.

Foto Aeronautica Russa e Sukhoi

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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