21 elicotteri Mil Mi-171 per l’Iran

Il percorso diplomatico e commerciale intrapreso da Teheran e Mosca nei primi mesi del 2025 ha trovato una formale e concreta finalizzazione: la holding statale russa Russian Helicopters (facente capo alla Rostec) ha infatti annunciato la firma ufficiale di un contratto con la Mezzaluna Rossa iraniana per la fornitura di 21 elicotteri Mi-171 con l’avvio delle consegne pianificato per il 2027.
I dettagli tecnici emersi in queste ore ricalcano l’architettura geopolitica già tracciata nel febbraio dello scorso anno da Analisi Difesa. All’epoca, le dichiarazioni del capo dell’Organizzazione di ricerca e soccorso iraniana, Babak Mahmoudi, avevano svelato i retroscena di un pre-accordo da circa 500 milioni di dollari, ereditato dal precedente esecutivo e perfezionato dal presidente Masoud Pezeshkian durante i suoi colloqui istituzionali a Mosca.
Se i piani iniziali svelati a febbraio stimavano una flotta di 20 macchine Mil Mi-17 “Hip” dotate di visori notturni (NVG) e moduli antincendio con consegne imminenti, l’intesa formale siglata il 17 giugno innalza il totale a 21 unità del modello Mi-171 – la variante da esportazione tecnologicamente aggiornata della medesima famiglia – configurate per compiti di trasporto, logistica e soccorso sanitario e per inciso già impiegate da tempo con successo in tutto il Paese mediorientale.
Il capo di Russian Helicopters ha ricordato che l’Iran è un partner di lunga data di Rostec e della holding: «Decine di nostri elicotteri civili operano nella repubblica, utilizzati in settori chiave dell’economia e che svolgono funzioni sociali vitali» – ha aggiunto Nikolai Kolesov.
Il contesto in cui si inserisce questa commessa non è puramente commerciale e quasi certamente non riguarda solo la Mezzaluna Rossa. Come ampiamente discusso da Analisi Difesa analizzando la natura dell’accordo, l’operazione si muove sul sottile filo del “dual-use”. Nonostante i velivoli siano formalmente destinati a scopi civili e umanitari sotto le insegne della Mezzaluna Rossa, gli analisti considerano ampiamente plausibile un loro impiego per esigenze militari o un “prestito” d’uso al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) in caso di necessità strategica. Una prassi già registrata in passato con i velivoli da trasporto pesante Ilyushin Il-76, vitale per Teheran per aggirare le pesanti limitazioni operative all’aviazione imposte dalle sanzioni internazionali.
Il Mil Mi-171, noto in codice NATO come “Hip”, è la moderna evoluzione da esportazione del celebre elicottero bimotore Mi-8 e identifica nello specifico le varianti realizzate nello stabilimento siberiano di Ulan-Ude. La forza di questo aeromobile risiede nel perfetto connubio tra una struttura rustica e di facile manutenzione e sistemi tecnologici aggiornati. Dal punto di vista propulsivo, il velivolo monta due potenti turbine Klimov che assicurano prestazioni eccellenti anche in condizioni climatiche estreme (hot and high), sia ad alta quota sia in contesti desertici. Notevole è anche la sua capacità di carico dato che può trasportare fino a 4.000 kg di materiali sia internamente sia tramite gancio baricentrico esterno.
La versatilità degli spazi interni, pari a un volume di 23 metri cubi, permette di configurare la cabina per ospitare fino a 37 passeggeri o soldati, oppure dodici barelle per il soccorso medico. Infine, l’accessibilità della cellula è ottimizzata da una porta laterale ampliata e da un grande portellone posteriore a rampa o a conchiglia, ideale per imbarcare rapidamente merci pesanti e piccoli veicoli.
Foto Agenzia Mehr
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








