Sistemi EW antidrone FPV sugli elicotteri russi Mil Mi-28NM

Gli elicotteri d’attacco russi Mil Mi-28NM “Night Hunter” sono stati equipaggiati con un nuovo complesso di guerra elettronica (EW) appositamente progettato per contrastare la minaccia dei droni FPV ucraini.
La necessità di integrare simili sistemi di protezione di bordo è maturata a seguito di diverse intercettazioni documentate sul fronte che hanno visto droni colpire con successo o tentare l’abbattimento di velivoli ad ala rotante russi.

La componente visibile di questo aggiornamento è costituita da sensori precedentemente sconosciuti e contrassegnati con la sigla in cirillico СВЧ (SVCh), installati sulle estremità alari, sulla sezione anteriore della cabina e sulla trave di coda degli elicotteri. Questi dispositivi operano nella banda delle microonde coprendo uno spettro che va da 300 MHz a 300 GHz. Il loro compito principale è rilevare i segnali radio di controllo dei droni a una distanza compresa tra i 4 e i 7 chilometri.

Una volta intercettata la minaccia, il sistema è in grado di generare interferenze mirate per disturbare i canali di pilotaggio dei droni FPV – attivi solitamente sulle frequenze di 2,4 e 5,8 GHz – e di sopprimere contemporaneamente i segnali di navigazione satellitare.
Secondo le stime diffuse, questa contromisura ridurrebbe l’efficacia degli attacchi dei droni del 60-75%, aumentando la sopravvivenza dei Mi-28NM in contesti operativi caratterizzati da un massiccio impiego di sistemi a pilotaggio remoto.

Sulla natura esatta del sistema permane incertezza. Sebbene nell’ottobre dello scorso anno fossero emerse informazioni sul complesso EW “Multik” (sviluppato dalla società russa VNII “Gradient”) proprio per la difesa dagli FPV, i nuovi sensori notati sui Mi-28NM non presentano somiglianze estetiche con quest’ultimo. Gli analisti ipotizzano che possa trattarsi di una profonda modernizzazione del sistema di protezione di bordo standard L-370 “Vitebsk”, oppure di una soluzione tecnologica completamente nuova sviluppata sempre dalla suddetta “Gradient”.
Foto Zvevzda News
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








