Continua la “telenovela” dei Sukhoi Su-35 per l’Indonesia

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Continua la “telenovela” sul contratto indonesiano relativo all’acquisto dei velivoli multiruolo russi Sukhoi Su-35 e si arricchisce di una nuova affermazione dell’ambasciatore a Mosca del paese asiatico Jose Tavares secondo cui Giakarta non avrebbe affatto annullato l’accordo.

«L’Indonesia non rinuncia al contratto per l’acquisto di caccia Su-35 dalla Russia, tuttavia l’attuazione del progetto richiede tempo.» – ha affermato il diplomatico indonesiano in un’intervista a RIA Novosti.

«Continua la cooperazione tecnico-militare con la Russia – ha proseguito Tavares nell’intervista – …e per quanto riguarda la storia dell’acquisto dei Su-35 abbiamo un accordo; non l’abbiamo annullato. Acquistiamo attrezzature militari da diversi paesi e continueremo a farlo. Il nostro equipaggiamento militare viene acquisito in diversi paesi e la sua interoperabilità è molto importante per noi. Quello che voglio dire è che l’accordo è mantenuto e la sua attuazione è solo una questione di tempo.»

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Mosca ha dichiarato di essere pronta a fornire all’Indonesia i caccia multiruolo Su-35 nonostante le pressioni di alcuni stati e come disse all’epoca Valeria Reshetnikova, rappresentante ufficiale del Servizio Federale per la Cooperazione Tecnico-Militare (FSVTS) della Federazione Russa “il progetto per la consegna di 11 Su-35 a Giakarta ha attirato l’attenzione della comunità mondiale sin dagli esordi”.

Non sorprende pertanto che dopo la firma del contratto il governo indonesiano abbia subìto forti pressioni da parte di alcuni paesi; secondo la Reshetnikova infatti a Giakarta sarebbe stato fortemente “raccomandato” di abbandonare il progetto.

Come ampiamente trattato da Analisi Difesa, la commessa, in origine valutata nel 2012, fu approfondita poi tre anni dopo, nel marzo del 2015, quando i vertici della locale Forza Aerea (TNI-AU) decisero di sostituire gli obsoleti caccia americani F-5 Tiger e si trascinò poi con i numerosi colloqui tra Giacarta e Mosca avvenuti negli anni successivi fino alla firma del contratto del valore di 1,14 miliardi di dollari siglato nel febbraio 2018.

Com’è noto Mosca e Giakarta si accordarono anche sulle modalità di pagamento dei caccia Sukhoi: il 50% dell’importo sarebbe stato infatti compensato attraverso la fornitura alla Russia di prodotti di fattura locale, beni prevalentemente agricoli tra cui olio di palma, ma anche derivati della gomma, calzature, carta, resine, materie plastiche e prodotti dell’industria della Difesa.

SU 35 Sukhoi

Agli inizi del 2020 l’agenzia TASS informava che le autorità indonesiane avevano abbandonato ogni proposito di acquisire i Su-35 a causa delle pressioni statunitensi attraverso il Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA), un provvedimento che colpisce con sanzioni quei paesi che acquistano equipaggiamenti dall’industria della Difesa russa.

Nel luglio successivo Rosoboronexport proponeva un’occidentalizzazione dei velivoli ma evidentemente senza esito, poiché già nello scorso aprile  il Ministero della Difesa indonesiano stilava un piano di acquisizione di armamenti per le esigenze dell’Aeronautica rivelando così la possibilità di acquistare una serie di piattaforme di “generazione 4++”  tra cui il Dassault Rafale, l’Eurofighter Typhoon e il McDonnell Douglas F-15.

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Nello scorso febbraio Giakarta decise così di acquistare ben 42 caccia francesi Dassault Rafale (nella foto sopra) con un contratto del valore di 8,1 miliardi di dollari; iniziativa che sembrò effettivamente mettere la parola fine alla vendita dei Su-35.

Infine, lo scorso mese, la notizia riportata dalla locale CNBC Indonesia secondo cui il contratto per i caccia francesi sarebbe risultato estremamente gravoso per le casse indonesiane, soprattutto con un fornitore certamente più propenso a farsi pagare in valuta pregiata piuttosto che in materie prime locali.

Non è da escludere insomma che le dichiarazioni di Jose Tavares possano essere legate a tali difficoltà economiche.

Foto Sukhoi e Dassault

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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