Il prossimo inverno l’Europa avrà scorte minime di gas?

L’Europa rischia di arrivare alla stagione invernale con gli stoccaggi di gas al livello più basso degli ultimi 15 anni, esponendo imprese e famiglie a nuovi rialzi dei prezzi.
Lo riferisce il quotidiano britannico Financial Times, citando stime della società di consulenza Wood Mackenzie, secondo cui gli impianti di stoccaggio dell’Unione europea potrebbero chiudere la fase di riempimento, che va di norma da aprile a ottobre, solo al 76 per cento della capacità. Si tratterebbe del livello più basso almeno dal 2011, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe.
Le scorte europee avevano iniziato la stagione di riempimento al 28 per cento dopo un inverno particolarmente freddo e si attestano ora in media al 48 per cento. A pesare sul mercato è stata anche la guerra tra Stati Uniti e Iran, che ha interrotto le spedizioni di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto delle forniture globali, e ha ridotto la produzione in Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
“Siamo in una fase critica dell’estate per i piani europei di ricostituzione delle scorte di gas“, ha dichiarato Natasha Fielding, analista di Argus Media, avvertendo che più a lungo resterà limitata l’offerta di GNL, più basse saranno le scorte europee all’inizio dell’inverno e maggiore sarà il rischio di picchi dei prezzi.
I prezzi benchmark europei del gas si attestano intorno a 40 euro per megawattora (quasi 42 ieri alla Borsa di Amsterdam), un livello vicino a quello precedente all’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran e molto lontano dal picco di 342 euro per megawattora raggiunto dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.
La Commissione europea ha dichiarato che gli attuali livelli di stoccaggio “non sollevano preoccupazioni immediate per la sicurezza energetica”, sostenendo che un riempimento all’80 per cento è sufficiente per garantire le forniture invernali. Bruxelles ha inoltre raccomandato agli Stati membri di riempire gli impianti all’80 per cento, o anche al 75 per cento, per evitare pressioni sui prezzi, dopo che negli ultimi anni l’obiettivo non vincolante era stato fissato al 90 per cento.
Il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen ha spiegato che serve “un livello elevato” di scorte per affrontare l’inverno, ma “in modo che non porti ad aumenti dei prezzi nel breve termine”. La situazione potrebbe migliorare se le forniture di GNL dal Golfo tornassero rapidamente sui mercati globali, ma gli analisti restano cauti sui tempi di ripresa della produzione qatariota.
Secondo Goldman Sachs, se gli impianti non danneggiati di Ras Laffan tornassero a piena capacità entro fine luglio, gli stoccaggi europei chiuderebbero la stagione al 74 per cento; se il recupero slittasse di un mese, l’Europa potrebbe entrare nell’inverno con scorte solo al 70 per cento. A complicare il quadro c’è anche il piano dell’Ue per vietare completamente il GNL russo dal primo gennaio, una misura che potrebbe aumentare il rischio di tensioni sulle forniture durante l’inverno.
(con fonte Financial Times e Agenzia Nova)
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