Volo inaugurale per il nuovo Yakovlev Yak-130M

Come correttamente anticipato da Analisi Difesa nello scorso aprile lo stabilimento aeronautico di Irkutsk, filiale di PJSC Yakovlev e parte del gruppo UAC-Rostec, ha completato con successo lo scorso 25 giugno il volo inaugurale del prototipo dello Yakovlev Yak-130M. Il test in volo è durato circa 50 minuti ed è stato eseguito dai piloti collaudatori Alexander Guskov e Andrei Voropaev. Il velivolo ha raggiunto un’altitudine di 2.000 metri e una velocità di 600 km/h completando tutte le mansioni previste senza che venissero riscontrate anomalie. L’annuncio ufficiale del volo è stato reso pubblico sul sito web della Rostec State Corporation.
Gennady Abramenkov, viceministro dell’Industria e del Commercio della Federazione Russa, ha definito questo evento una pietra miliare significativa per l’aviazione del Paese, sottolineando come il velivolo combini tecnologie moderne e funzionalità ampliate per rispondere alle esigenze dei clienti. Sebbene l’aereo mantenga l’aspetto familiare dello Yak-130, modello già in servizio presso le Forze Aerospaziali russe e diverse aeronautiche in Europa, Asia e Africa, le sue caratteristiche strutturali e operative lo rendono un mezzo completamente nuovo.
I vertici di Rostec hanno evidenziato che lo Yak-130M è di fatto un velivolo “due in uno”. Grazie a sistemi di bordo avanzati, un radar moderno e un arsenale completo che include armamenti aria-aria e aria-terra, non funge più soltanto da addestratore ma si configura come un caccia leggero a tutti gli effetti, superando significativamente le capacità del suo predecessore.

Vadim Badekha, CEO di UAC, ha sottolineato che questa modernizzazione permetterà all’aereo di svolgere missioni di addestramento e di combattimento in qualsiasi condizione meteorologica, sia di giorno che di notte. Tra i compiti operativi dello Yak-130M rientra la distruzione di bersagli terrestri e aerei, compresi i droni pesanti. Dal punto di vista tecnico, il velivolo è equipaggiato con un motore turbogetto AI-222-25 prodotto da UEC, che garantisce una spinta di 2.500 kgf alla massima potenza, consumi ridotti e un’elevata affidabilità gestita da un sistema digitale automatico di controllo.
Presentato poco meno di due anni fa in anteprima mondiale assoluta in occasione del Forum Army-2024, il nuovo Yak-130M ha bruciato le tappe in maniera estremamente inconsueta considerando la notevole pressione a cui è sottoposta l’industria aerospaziale russa dall’inizio della guerra in Ucraina scoppiata nel febbraio del 2022.
Nell’ottobre dello scorso anno la fabbrica di Irkutsk completava il primo prototipo e a distanza di poche settimane veniva realizzato persino il secondo esemplare in vista della successiva esposizione fuori patria in occasione del Dubai Air Show del novembre 2025.
La dirigenza dal canto suo esprime grande fiducia nel successo commerciale del nuovo modello il cui appeal internazionale è già emerso a Dubai. Qui il velivolo ha riscontrato l’interesse non solo dei clienti storici, desiderosi di evolvere rispetto alla precedente versione da addestramento puro, ma anche di nuovi acquirenti pronti a rinnovare la propria flotta aerea.

La possibilità di un “upgrade retrofit” per gli esemplari già venduti non solo alla Russia (la cui capacità potrebbe essere applicata nell’attuale contrasto ai droni ucraini), ma anche ai numerosi paesi stranieri utilizzatori dello Yak-130 come l’Algeria, il Bangladesh, la Bielorussia, l’Etiopia, l’Iran, il Laos, il Myanmar e il Vietnam, è del tutto plausibile così come auspicato da Rosboronexport nell’agosto del 2024. La stessa ha stimato infatti una vendita di 40 nuovi esemplari di Yak-130M e di ben 60 upgrade dalla variante base d’addestramento alla nuova versione da combattimento.
Foto UAC
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








