Col nuovo obice semovente VBM 155 il CIO consolida la leadership nei sistemi terrestri

In occasione del Salone Eurosatory 2026, la società Consortile IDV – OTO MELARA (CIO) ha divulgato gli ultimi sviluppi riguardanti il programma di sviluppo del nuovo obice semovente VBM (Veicolo Blindato Medio) 155 SPH (Self Propelled Howitzer), presentando il modellino del nuovo mezzo in scala 1:20. Secondo quanto annunciato dal CIO, quest’ultimo sta lavorando affinché la versione prototipica della torre d’artiglieria completamente automatizzata HITFIRE 155/52, accoppiata al prototipo della piattaforma ruotata 10×10 derivata dal VBM NG (Nuova Generazione) di IDV, oggi società di Leonardo, vadano a costituire il VBM 155 SPH.
Il nuovo mezzo che secondo i piani del CIO è destinato ad effettuare i primi tiri in una configurazione iniziale entro la fine del 2026, è “un sistema ad alto livello di automazione che consente di effettuare azioni di supporto al fuoco con un’elevata cadenza e un’altissima precisione, progettato per dominare il campo di battaglia moderno con mobilità, automazione e una letalità senza compromessi. Il sistema è un nodo digitale avanzato e nativamente integrato con il munizionamento di ultima generazione Vulcano, che ridefinisce i parametri di precisione e profondità d’ingaggio nel moderno teatro operativo.”
Presentato per la prima volta presso il poligono dell’Amministrazione Difesa di Nettuno il 26 novembre 2025, evento a cui ha partecipato e riportato estesamente anche Analisi Difesa con l’articolo pubblicato, il nuovo sistema d’artiglieria la cui torre è stata realizzata quale dimostratore tecnologico in soltanto 18 mesi dal momento del lancio del programma con i primi tiri effettuati a partire dall’ottobre 2025, ha fatto significativi passi avanti e si appresta ad essere disponibile in una configurazione prototipica completa di piattaforma e torre entro l’autunno, con l’obiettivo che si è posto il CIO di effettuare i primi tiri entro la fine dell’anno.

Sviluppata principalmente per il mercato internazionale, la soluzione del CIO potrebbe destare interesse anche sul mercato interno, considerando che il programma di acquisizione italiano non è ancora finalizzato.
Secondo il CIO, il team ingegneristico è partito con una versione del prototipo che avrà le funzioni base e quindi la parte di movimentazione e fuoco e via via nel corso del tempo aggiungerà tutte le capacità ulteriori legate all’evoluzione dei sistemi di comando e controllo beneficiando degli sviluppi che in parallelo saranno realizzati nell’ambito dei contratti in corso, a partire quindi dal VBM-NG ma anche successivamente con il programma A2CS (Army Armoured Combat System).
L’attività è andata avanti per completare il design della torre e della stessa piattaforma: rispetto allo stato del dimostratore con sistema di caricamento della torre osservato durante l’evento di Nettuno, sono state completate le predisposizioni per i 30 alloggiamenti granate e le 180 cariche disponibili pronte a fuoco per il sistema di caricamento della torre HITFIRE.
Gli esperti del CIO hanno lavorato sulla massa oscillante per introdurre tutte quelle modalità di gestione del fuoco in maniera automatizzata compresa la ricarica automatica dei cannelli.
E’ stato completato il design introducendo tutta la movimentazione elettrica per quanto riguarda la parte di brandeggio e elevazione nonché le ottimizzazioni e industrializzazioni di tutte quelle che erano le movimentazioni già presenti per la parte di caricamento. Infine è stata fatta un’attività per definire e quindi realizzare un guscio che contenga la torre al cui interno poi possono essere alloggiati tutti gli apparati che faranno parte del sistema di tiro e di comunicazioni.
Il Consorzio ha quindi investito sulla continuazione e il completamento del progetto per avere poi una torre disponibile nella parte finale dell’anno e poter quindi essere accoppiata allo scafo (anch’esso in fase di produzione) in una versione prototipica, con il target di effettuare le prime valutazioni industriali di funzionamento dell’intero sistema entro la fine del 2026.
Il cuore tecnologico del veicolo risiede nel nuovo telaio 10×10, derivato per estensione dalla piattaforma ruotata 8×8 VBM New Generation e nella nuova torre HITFIRE completamente remotizzata ed a basso profilo da 155/52 mm. Il nuovo telaio è frutto degli importanti sviluppi del programma per il nuovo veicolo blindato medio 8×8 denominato VBM 30 New Generation (NG) o Nuova Generazione, il cui contratto di progettazione, sviluppo e produzione è stato assegnato dall’Amministrazione Difesa al CIO nel dicembre 2024.

Quest’ultimo prevede la fornitura di 60 veicoli nella configurazione Combat con torretta dotata del cannone X-Gun 30 da 30 mm e 16 in quella controcarro con la medesima torre, cannone e missili anticarro Spike LR2, con prototipo destinato ad essere consegnato entro la fine del 2027 e fornitura mezzi a partire dal 2028.
Il VBM NG rappresenta per il CIO un’importante evoluzione della piattaforma veicolare incentrata principalmente sull’aumento della massa totale a terra e quindi anche della capacità di poter adottare sistemi di protezione più elevati ed avere a disposizione margini di peso per payload o carichi paganti destinati allo sviluppo di configurazioni differenti.
Si parla secondo gli esperti di IDV di uno scafo di nuova generazione (VBM NG ndr) che permette di avere livelli di protezione anti-mina particolarmente elevati e poi grazie al fatto di poter imbarcare del payload in più, è stato potuto anche dotare il veicolo di una protezione al tiro avversario superiore a quella dell’attuale VBM in produzione.
Oltre a lavorare sullo scafo e quindi su sistemi di protezione, l’attività si è focalizzata su tutto la pipeline e con l’aumento di peso si è lavorato su un motore di seconda generazione sempre a 6 cilindri a V ma con common-rail e controllo elettronico, abbinato in questo caso al cambio ZF HP 1500.
Successivamente il team di IDV è intervenuto sulla parte di sospensioni e di riduzione finali in modo tale da poter rendere tutta la driveline e anche la parte di sospensione coerente con il peso totale a terra che, per le VBM NG arriverà a 35 tonnellate ma per la versione del 155, è stato deciso di utilizzare un derivato del nuovo veicolo 8X8 rappresentato da una versione 10×10 con un peso veicolo massimo fino a 40 tonnellate.
Pur avendo quindi l’arma del 155 che è più pesante rispetto a quelle adottate sul VBM, con la versione 10×10 si è ottenuto un margine di peso ancora disponibile in futuro per eventuali ulteriori sviluppi, come per esempio un sistema di protezione attivo qualora la sua adozione venga deciso dal cliente.
Il punto chiave dello sviluppo di questo veicolo, secondo il team ingegneristico del CIO, è rappresentato dal fatto che il medesimo ha puntato sulla mobilità e il fatto di avere 10 ruote quindi con un’impronta a terra significativa unite a un peso che nella configurazione base è limitato a 37 tonnellate con addizionali 3 tonnellate di crescita opzionale, oltre a rendere tale soluzione “best in class” e quindi più capace rispetto alla concorrenza, ha consentito di avere un un’ottima mobilità sui terreni cedevoli che è davvero un grande punto di forza del veicolo, secondo il CIO.
La mobilità tattica è garantita dalla trasmissione ad “H” a cinque assi di cui tre sterzanti (1°, 2° e 5°) derivata dalla famiglia “Centauro” (altri sistemi di sterzatura sono disponibili in caso di richiesta da parte del cliente) con sospensioni idropneumatiche indipendenti e sistema centralizzato di gestione della pressione degli pneumatici (modello 14.00 R20 run-flat VFI system), che assicurano prestazioni fuoristrada d’eccellenza e una distribuzione ottimale della coppia.
Una differenza sostanziale rispetto al dimostratore tecnologico riguarda la configurazione della distanza dei quattro assi dove la maggiorata è fra il primo ed il secondo (1650 mm) anziché fra il secondo e terzo asse mentre la distanza fra gli altri è pari a 1450 mm. Grazie a tale soluzione, secondo il modellino presentato al salone, lo spazio destinato ad accogliere il carico pagante – nel caso specifico la torre HITFIRE – è pari a circa la metà posteriore del mezzo mentre quella anteriore è dedicata principalmente all’equipaggio ed apparato propulsivo.
Oltre chiaramente alla grande comunanza con il VBM NG, in termini di mobilità, l’altro grande grande pregio di questa soluzione, secondo il CIO, è rappresentato da una posizione del baricentro estremamente bassa grazie anche al fatto che le modifiche allo scafo hanno consentito un’installazione della torre molto bassa: oggi come oggi il baricentro del nuovo progetto in posizione verticale si discorsa solo di pochi centimetri dalla configurazione VBM NG 30 Combat consentendo quindi anche il mantenimento di velocità più sostenute in fase di manovra.
Le ridotte dimensioni della torre unitamente alla sistemazione con baricentro basso sul mezzo consentono, secondo il CIO, di rimanere nell’ambito delle dimensioni richieste per il trasporto ferroviario, grazie anche alle predisposizioni che consentono lo smontaggio rapido di alcuni elementi come peraltro succede già per altri veicoli blindati come il Centauro II.
Questa configurazione non solo garantisce una stabilità superiore, ma permette un approccio rivoluzionario alla sicurezza dell’equipaggio. Questo ultimo comprende soltanto due operatori (pilota e comandante) che sono alloggiati in una cellula di sopravvivenza protetta in posizione avanzata, massimizzando la distanza di sicurezza dalla massa battente e dai magazzini munizioni.

Il fatto di avere due persone in totale all’interno del veicolo ha permesso secondo il CIO di raggiungere un obiettivo particolarmente importante in termini di compattezza e dimensioni del veicolo ma dall’altra parte ha richiesto un elevato livello di automazione del sistema, a partire dalla torre. Dietro tale soluzione c’è uno sviluppo specifico per assicurare il conseguimento della missione: le due postazioni dei membri dell’equipaggio sono sistemate in tandem sul lato sinistro anteriore del mezzo, dove il conducente in posizione anteriore ha a disposizione tre iposcopi ed un sistema di visione intorno al veicolo diurno/notturno mentre la postazione del capocarro oltre alla visione intorno al mezzo gestisce principalmente la torre ed il sistema di protezione passiva ed attiva del veicolo, tra cui in particolare il sistema di controllo dell’RCWS
Con una lunghezza e larghezza della piattaforma rispettivamente di 8570 mm (a cui è necessario aggiungere la parte di canna che sporge anteriormente lo scafo per ulteriori 2530 mm) e 3145 mm, un’altezza dello scafo di 2260 mm che salgono a 4380 con la torretta a comando remotizzato (RCWS HITROLE) in versione C-UAS sempre di Leonardo, il VBM 155 SPH ha quindi un peso in ordine di combattimento di 37 tonnellate ( di cui 18 riguardante la massa ‘dry’ della piattaforma, 13 della torretta con munizionamento e 6 tonnellate per la protezione aggiuntiva, carburante, equipaggio ed altro equipaggiamento) ma la famiglia del mezzo 10X10 è stata sviluppata per accogliere incrementi di peso per tre tonnellate aggiuntive (40 tonnellate max), che potrebbero essere impegnati per esempio per un sistemi di protezione attiva del mezzo.
Equipaggiato con un motore di nuovo sviluppo da parte di IDV e denominato IDV 6V TCA a propulsione diesel/JP8 della potenza di 530 kW (720 CV) con un rapporto potenza peso max superiore a 14 kW per tonnellata ed una coppia di 2500 Nm unitamente ad un cambio automatico con 7 marce (2 retro), il nuovo veicolo può raggiungere una velocità massima di oltre 100 km/h con un’autonomia su strada di oltre 700 km. Con un diametro di sterzata pari a 21 m, un’altezza da terra di 450 mm ed una capacità di superamento di rampa longitudinale con pendenza fino al 60%, la nuova piattaforma avrà una capacità di superamento scalino pari a 0,8 m, superamento trincea di oltre 2 metri e guardo fino ad una profondità di 1,5 metri senza preparazione.
Secondo il CIO, la soluzione della piattaforma e torre sviluppata dal proprio team ingegneristico migliora sensibilmente la trasportabilità e la manovrabilità in ambienti ristretti o boschivi, riducendo al contempo la visibilità e tracciabilità del sistema, per migliorarne la sopravvivenza sul campo di battaglia.
Come anticipato inoltre il nuovo mezzo 10X10 intende creare una design di piattaforma che possa essere impiegato anche per altre missioni: tale mezzo costituirà la piattaforma per il semovente antiaereo ruotato Hystrix 76 ADS (Air Defence System) Light destinato alla difesa aerea in movimento sul campo di battaglia, e caratterizzato da un nuova torre con cannone da 76/62 mm derivata dalle soluzioni ingegneristiche e building block tecnologici del 76/62 Sovraponte (canna), Marlin 40 (caricamento) e Compatto (alimentazione). Tale sistema dovrebbe essere pronto entro la fine del 2027.
Torre HITFIRE
Completamente sviluppata e realizzata da Leonardo, con materiali di ultima generazione già utilizzati sui cannoni navali e terrestri in servizio e sulla nuova massa oscillante da 120/55 di recente sviluppo, la massa oscillante da 155/52 mm presenta una camera cromata da 23 litri, conforme al JB-MoU ed una canna caratterizzata da 48 rigature destrorse con passo costante di 20 calibri. I due freni di rinculo e il freno di bocca integrato “pepperbox” consentono di mantenere una forza di rinculo inferiore alle 55 tonnellate, con una corsa massima di rinculo ridotta a meno di 950 mm, e di impiegare senza limitazioni munizionamento subcalibrato come il Vulcano.
Il sistema di caricamento automatizzato è stato progettato affinché l’asse degli orecchioni, che rappresenta l’asse orizzontale attorno al quale ruota la bocca da fuoco, fosse il più basso possibile, e questo, unitamente alla corsa breve di rinculo, hanno permesso al team di sviluppo di realizzare una torre dal profilo ridotto, pur assicurando un’elevazione della bocca da -2,5° a + 70°.
Si tratta dello stato dell’arte nell’ingegneria robotica: due bracci a 3 gradi di libertà (GDoF) e un calcatoio a catena integrato consentono una cadenza di fuoco sostenuto pari ad un massimo di 10 colpi al minuto anche ad oggi si parla di 8-10 colpi. Con una capacità di stivaggio automatizzata di almeno 30 proietti e 180 cariche modulari (MCS), gestite con logica top/bottom, l’HITFIRE garantisce una flessibilità operativa totale.

Il magazzino munizioni è compatibile non solo con quelle standard, ma anche con i proiettili Vulcano, che vengono gestiti al pari delle altre munizioni, ampliando significativamente le capacità di ingaggio di precisione in profondità dell’HITFIRE.
Rispetto al munizionamento convenzionale, i proiettili Vulcano sono più lunghi perché dotati di due cariche integrate. Anche il magazzino delle cariche è in grado di alloggiare non soltanto quelle modulari standard ma anche quelle SuperCharge e Bottom Charge.
La gittata di 40 km con il munizionamento “Base Bleed”, grazie alla famiglia Vulcano, raggiunge i 70 km con precisione metrica, assicurando la supremazia negli ingaggi a lungo raggio ed un tiro controbatteria di assoluta efficacia. Come è noto quest’ultima è disponibile per l’impiego da piattaforma terrestre in tre versioni: BER (Ballistic Extended Range), GLR (Guided Long Range) con sistema di guida IMU/GPS e SAL (Semi-Active Laser) con sensore laser semi-attivo che permette alle munizioni di dirigersi sullo specifico spot del bersaglio illuminato dal laser, con elevata precisione.
Leonardo sta inoltre lavorando ad una versione “fire-and-forget” della famiglia Vulcano con un sensore IR di nuova generazione, capace di ingaggiare bersagli terrestri rappresentati da veicoli e mezzi in movimento, destinato ad essere impiegato inizialmente dal nuovo cannone del gruppo italiano da 120 mm per il nuovo carro italiano, da cui sarà possibile sviluppare una versione anche per il munizionamento da 155 mm.
Il nuovo obice sarà inoltre in grado di sparare fino a 5-6 colpi in modalità MRSI (Multiple Rounds Simultaneous Impact). In pratica tale modalità consente al sistema di artiglieria, attraverso l’utilizzo di differenti cariche, elevazione (e quindi differenti traiettorie di volo dei proiettili) e tempistiche di sparo, di colpire lo stesso bersaglio con più munizioni allo stesso momento.
Progettata per sostenere forze di rinculo fino a 70kN anche a temperature estreme (+63°), grazie ad un complesso piattaforma torre che presenta un baricentro particolarmente basso rispetto ai concorrenti e ad un’efficace gestione degli sforzi di rinculo, la torre si caratterizza per una migliorata stabilità durante le fasi di tiro soprattutto nelle condizioni in cui è necessario mantenere una cadenza di tiro sostenuta.
IDV ha fatto delle simulazioni sfruttando il modello delle sospensioni nonché il profilo di rinculo del cannone con le varie cariche fino alla carica sesta condizionata alla massima temperatura che è di 63° C e sulla base della risposta del sistema che hanno condiviso con i colleghi di Leonardo è stato appurato che il sistema di caricamento come progettualmente previsto, è in grado di funzionare anche durante l’inevitabile oscillazione che il veicolo subisce a seguito dello sparo.
Se a questo s’aggiunge il fatto che durante il movimento del veicolo viene già caricata la munizione e la carica di lancio, consentendo alla torre di andare immediatamente in punteria non appena il veicolo si ferma, il VBM 155 SPH è stato ottimizzato per l’effettuazione di fuoco indiretto durante la marcia su strade battute su tutto l’arco di fuoco e per impiegare il sistema anche per tiro diretto fino a 2 km o capacità Hunter-Killer.
Progettato per i moderni scenari di fuoco, grazie a tali caratteristiche, secondo Leonardo il VBM 155 SPH eccelle nelle tattiche Shoot & Scoot, minimizzando l’esposizione al fuoco di controbatteria e quindi massimizzando la sicurezza del personale, unitamente a rendere non prevedibile all’avversario le tattiche d’impiego.

Leonardo ha indicato un ciclo di Shoot & Scoot, ovverosia la capacità di arrivare alla postazione di tiro, svolgere la missione di tiro e poi allontanarsi in 150 secondi.
Una volta arrivato in posizione di tiro e fermatosi, il mezzo è in grado di andare in puntamento in meno di 10 secondi per essere pronti al fuoco.
Grazie alla stabilizzazione avanzata, il sistema supporta anche la capacità Hunter-Killer ovverosia l’arma principale può essere designata dal sistema optronico della torretta RCWS HITROLE C-UAS 30×113 mm per portare a termine rapidi ingaggi di bersagli terrestri in movimento per compiti di difesa diretta del mezzo.
In aggiunta alla protezione attiva, sono disponibili diverse soluzioni di protezione aggiuntiva in fase di sviluppo, unitamente ad un sistema di allerta contro la designazione laser di Leonardo ed un sistema di lancio fumogeni di diverso tipo per occultare la segnatura infrarossa del mezzo.
Sviluppato su standard NGVA e pienamente compliant il sistema JDISFF Mi-Nerva, l’HITFIRE agisce come nodo centrale in scenari net-centrici C5ISTAR (Comando, Controllo, Comunicazione, Computer e Intelligence). Il calcolo balistico è affidato al kernel NATO Armaments Ballistic Kernel (NABK), supportato da un sistema digitale duale di stabilizzazione del semovente, unitamente ad una suite di sensori che include radar di velocità iniziale (MVR), navigazione inerziale (INU), GPS e stazioni meteo per un’elevatissima precisione al primo colpo. L’architettura elettronica è predisposta per l’integrazione di kit radio VQ1-M o G2400 e/o GFE nelle bande VHF/UHF/UHF SAT/TACSAT.
Per l’autodifesa e il contrasto alle minacce asimmetriche, il sistema integra la torretta remota HITROLE C-UAS 30x113mm ABM di Leonardo, specificamente configurata per la difesa contro droni kamikaze. Con una copertura a 360° gradi ed un’elevazione di -20/+85°, la torretta incorpora il nuovo cannone Blaze da 30×113 dai ridotti pesi, ingombri e con un rateo di fuoco di 250 colpi al minuto (ed un magazzino con minimo 150 colpi), che è stato progettato dal gruppo italiano per l’impiego di un nuovo munizionamento ABM (Air Bust Munition) anch’esso in via di sviluppo destinato a neutralizzare la sfidante minaccia rappresentata dai droni.
Per fronteggiare tale minaccia, Leonardo ha integrato nel sistema di direzione del tiro l’intelligenza artificiale, che nel caso specifico è rappresentata dal pacchetto Eagle AI in fase di sviluppo nell’ambito del più ampio progetto di applicazione di tale tecnologia a sistemi di diverso impiego e missione da parte del gruppo. Il sistema di scoperta e direzione del tiro della torretta incorpora anche un sistema elettro-ottico Colibri con camera diurna ed infrarosso raffreddato di nuova generazione nonché telemetro laser che in aggiunta al contrasto contro le minacce asimmetriche, potrà essere impiegata per il tiro diretto a scopo difensivo del cannone da 155 mm. Il controllo della torretta viene realizzato dal capocarro che disposizione di un apposito sistema con display e joystick laterali. Il nuovo mezzo è stato infine predisposto affinché la torre possa essere equipaggiata in via opzionale anche con un sistema di sorveglianza Janus-D Plus per il capocarro.
Un progetto particolarmente avanzato quello del VBM 155 SPH del CIO, destinato a fronteggiare una concorrenza molto forte, con soluzioni tecnologiche in grado di fare la differenza.
Foto: Defensa.com, CIO e Luca Peruzzi
Luca PeruzziVedi tutti gli articoli
Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).








