I guai dell’Aeronautica Bulgara: F-16V in ritardo e MiG-29 al limite della vita operativa

 

 

La Bulgaria non riceverà il secondo lotto di caccia statunitensi Lockheed Martin F-16V “Block 70” prima del 2030; Lockheed Martin ha notificato al Ministero della Difesa di Sofia alcune difficoltà di produzione cosicché la consegna dei restanti otto aerei slitta al secondo trimestre del 2030.

Si tratta di tre anni in più rispetto al programma originale e un anno in più rispetto al termine precedente, già rivisto in passato.

Il primo F-16V dell’Aeronautica Militare bulgara è arrivato alla base aerea di Graf Ignatievo nell’aprile 2025, mentre la consegna dei primi quattro caccia (2 monoposto F-16C e 2 biposto F-16D) si è conclusa nel dicembre 2025. Il secondo lotto avrebbe dovuto completare la formazione di uno squadrone ma ora la Bulgaria rischia di rimanere con una flotta da combattimento incompleta con non poche criticità.

Il problema è inoltre aggravato dallo stato della flotta dei vecchi MiG-29 “Fulcrum” bulgari (14 velivoli d cui 3 biposto) che si trovano sul punto di esaurire la propria vita operativa ma che l’Aeronautica pianifica di mantenere in servizio per altri tre anni almeno.

Parallelamente, Sofia starebbe valutando soluzioni tampone come l’acquisto di F-16 usati e degli svedesi JAS 39 Gripen C/D.

Questi ultimi sono già stati oggetto di una dura diatriba: l’opposizione accusò allora il governo di aver pilotato la gara preferendo gli F-16V per ragioni di lobby politico-industriale e per garantirsi il supporto di Washington nel Mar Nero, ignorando che i tecnici dell’Aeronautica avevano ritenuto il Gripen la “soluzione migliore sotto il profilo dell’efficacia operativa”.

Allo stesso tempo Lockheed Martin sottolinea che il 2030 non rappresenta ancora una data tassativa sebbene l’azienda intenda accelerare la produzione. Per ora, tuttavia, si tratta solo di promesse. Il ministro della Difesa bulgaro Dimitar Stoyanov ha richiesto garanzie affinché il ritardo non comporti ulteriori spese per il bilancio dello Stato.

Ricordiamo che nel 2019 Sofia ha firmato infatti un contratto con gli Stati Uniti per la fornitura di 8 F-16 della versione Block 70 effettuando per questo un pagamento anticipato di 1,26 miliardi di dollari e aumentando la spesa per la Difesa al di sopra del 2% del PIL, fattore chiave su cui gli Stati Uniti e la NATO hanno insistito.

«Questa decisione è stata approvata a Bruxelles e Washington; gli Stati Uniti si sono così impegnati a iniziare a consegnare l’aereo nel 2023, ma a causa di interruzioni della catena di approvvigionamento dovute alla pandemia di coronavirus l’inizio delle consegne è stato posticipato al 2025» – dichiaro in una conferenza stampa nell’agosto del 2022 il Ministro della Difesa Dimitar Stoyanov

Ricordiamo infine che la Bulgaria ha ritirato nel 2016 i più vecchi MiG-21 per mantenere in linea i MiG-29 (operando in maniera diametralmente opposta all’Aeronautica Rumena che preferì invece modernizzare i più economici MiG-21 col programma LanceR, mandando in pensione nel 2003 i più costosi, sebbene più prestanti, MiG-29).

Negli anni, tuttavia, la manutenzione dei “Fulcrum” di Sofia è diventata estremamente complicata e spinosa dovuta alle polemiche tra Sofia, Varsavia, Mosca e Kiev in un gioco delle parti che ha compromesso l’operatività residua dei velivoli.

Foto Aeronautica Bulgara

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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