Anche la Malesia valuta l’acquisto dei missili BrahMos

La Malesia guarda con grande interesse alla tecnologia militare indo-russa per rafforzare la propria difesa aerea e marittima. Il Primo Ministro malese Anwar Ibrahim ha annunciato ufficialmente infatti che il Paese sta valutando l’acquisizione del BrahMos, il noto missile da crociera supersonico nella sua variante aviolanciabile.
L’ipotesi di acquisto è stata al centro dei colloqui bilaterali tra Ibrahim e il Primo Ministro indiano Narendra Modi.
Durante l’incontro, il leader malese ha confermato l’avvio di consultazioni preliminari precisando tuttavia che spetterà ai vertici dell’Aeronautica Militare malese condurre una valutazione tecnica approfondita. Nonostante il sostegno espresso da Ibrahim per il prosieguo dei negoziati, al momento non esiste un programma di approvvigionamento formale o approvato.
Le autorità malesi non hanno rilasciato dettagli su costi, tempi, volumi della fornitura o configurazioni specifiche per l’esportazione.
Le indiscrezioni di settore indicano che l’attenzione è concentrata sulla versione aria-superficie BrahMos destinata a equipaggiare la flotta di 18 caccia multiruolo Su-30MKM attualmente in dotazione alla Malesia. Dal punto di vista ingegneristico, l’operazione presenta sfide complesse.
Il missile è già stato integrato con successo sui Su-30MKI dell’Aeronautica indiana, velivoli che condividono la stessa cellula di quelli malesi ma dispongono di un’avionica differente.
L’adeguamento dei Su-30MKM richiederà interventi strutturali dedicati: sarà necessario riprogettare il punto di attacco centrale sotto la fusoliera, aggiornare il sistema di controllo dell’armamento di bordo, condurre test di separazione in volo e ottenere le relative certificazioni di sicurezza.

Ampiamente trattato in passato da Analisi Difesa, il missile da crociera supersonico BrahMos (acronimo dei fiumi delle due nazioni coinvolte nel progetto, Brahmaputra e Moscova) è un progetto sviluppato dalla suddetta joint venture basato sul missile da crociera supersonico antinave russo P-800 “Oniks” (Codice NATO SS-N-26 “Strobile”), noto anche nella versione da esportazione come “Yakhont”.
Dal punto di vista propulsivo il missile impiega un sistema a due stadi composto da un booster solido iniziale e da un motore ramjet a propellente liquido per la fase di crociera. Con un peso di circa 2,5 tonnellate, una testata convenzionale da 300 kg e una velocità di picco vicina a Mach 3, il BrahMos figura tra i missili da crociera più veloci al mondo.
La versione base aviolanciata garantisce una gittata di 290 km (estesa a oltre 450 km per le Forze Armate indiane), mentre la capacità di superare le difese aeree nemiche è garantita da un profilo di volo complesso, dalla guida inerziale combinata con radar attivo/passivo in modalità “lancia e dimentica” e dalla capacità di volare a quote estremamente basse (tra i 3 e i 10 metri) nella fase terminale.
Tra le versioni esistenti, la variante Block III si distingue per la manovrabilità avanzata e la capacità di effettuare picchiate ripide contro obiettivi fortificati o interrati.
L’efficacia bellica del BrahMos-A ha trovato riscontro operativo nel maggio 2025 durante l’operazione “Sindhu”, quando l’Aeronautica indiana ha impiegato al campo almeno 15 unità del missile contro installazioni militari sotterranee in territorio pakistano, confermandone sul piano analitico l’elevata capacità di penetrazione e distruzione.
L’eventuale scelta della Malesia si inserisce in un quadro di rapida espansione commerciale del sistema missilistico russo-indiano nell’area indo-pacifica e in Medio Oriente:
– Filippine: primo cliente internazionale ad aver siglato un accordo di export nel gennaio 2022 per tre batterie costiere antinave (valore 374,96 milioni di dollari), le cui consegne si sono completate tra il 2024 e il 2025.
– Indonesia: ha formalizzato un accordo storico durante il recente vertice a Giacarta tra il Presidente Prabowo Subianto e il Primo Ministro Narendra Modi per la fornitura della variante costiera mobile (operazione stimata dagli analisti attorno ai 630 milioni di dollari), affiancata dai missili aria-aria indiani Astra, dal supporto logistico e dall’addestramento.
– Vietnam: un altro Paese asiatico che vede le trattative per l’acquisizione del sistema missilistico ormai in fase di chiusura, come dichiarato dai vertici di BrahMos Aerospace.
– Emirati Arabi Uniti: hanno avviato negoziati già nel recente passato e partecipato a dimostrazioni pratiche del sistema (come all’IDEX-2025 di Abu Dhabi) nel contesto di un generale riarmo mediorientale – alimentato da vendite d’emergenza statunitensi nella regione – e di un riallineamento strategico dell’India inteso a bilanciare l’asse tra Arabia Saudita e Pakistan.

Per la Malesia, l’ingresso nel club degli utilizzatori del BrahMos rappresenterebbe un salto qualitativo nella deterrenza regionale consentendo di blindare il controllo delle rotte marittime e di allineare le proprie capacità a quelle delle altre potenze dell’ASEAN.
Mentre scriviamo, giunge notizia inoltre che il Ministero della Difesa indiano ha firmato con BrahMos Aerospace un contratto da 6,615 miliardi di rupie (68,6 milioni di dollari) per la fornitura di sistemi di controllo del tiro e lanciatori destinati alle navi della Marina.
L’accordo prevede almeno il 68% di contenuto nazionale e il coinvolgimento di aziende indiane. Non sono stati resi noti tuttavia numero di sistemi ordinati, navi interessate e tempi di consegna.
Foto BrahMos
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.







