Il Vietnam sarà il cliente di lancio dello Yakovlev Yak-130M?

Il Vietnam rafforza la propria componente aerea guardando a Mosca e sembra confermarsi come cliente di lancio per la nuova versione del velivolo da addestramento e attacco Yakovlev Yak-130M.
L’annuncio, riportato da alcuni report del settore di analisi militare, è giunto lo scorso 24 luglio direttamente dai vertici dello stabilimento aeronautico di Irkutsk durante la recente visita del presidente Vladimir Putin alla struttura.
Hanoi avrebbe siglato un accordo relativo all’acquisto di 18 velivoli Yak-130M, una mossa che estende la presenza della linea di addestratori avanzati Yak nel Paese a circa trenta esemplari totali, considerando i dodici modelli base ordinati nel 2019 e le successive perdite dovute a due incidenti addestrativi avvenuti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026.
Il presunto contratto si inserisce in un momento strategico delicato per le Forze Armate vietnamite che necessitano di integrare un inventario di caccia oramai limitato di fronte alle crescenti pressioni nel teatro del Mar Cinese Meridionale.
L’ingresso dello Yak-130M consentirebbe di sgravare la flotta di prima linea composta da velivoli pesanti come i Su-30MK2, dalle missioni di pattugliamento di routine, polizia aerea, ricognizione e intercettazione dei droni. I costi operativi contenuti della nuova piattaforma permetterebbero così di preservare la prontezza e le ore di volo dei velivoli di classe pensante (High), destinati alle operazioni di difesa ad alta minaccia e di attacco marittimo.
Rispetto alla versione base incentrata sull’addestramento, la variante “M” – presentata in Russia in occasione del Forum Army-2024 – segna un importante salto qualitativo sul piano tattico e tecnologico. La novità tra l’altro giunge a poche settimane dal volo inaugurale del primo prototipo avvenuto a fine giugno e da quello del secondo esemplare, decollato da Irkutsk lo scorso primo agosto.

Lo Yak-130M è equipaggiato con il nuovo radar AESA BRLS-130R e il sistema di puntamento elettro-ottico SOLT-130K. L’integrazione di questi sensori, combinata con apparati di guerra elettronica e comunicazioni tattiche aggiornate, consente l’impiego efficace di munizioni guidate aria-superficie di precisione, riducendo il divario prestazionale con i concorrenti leggeri di produzione cinese e sudcoreana.
Al di là del valore strettamente operativo la scelta di Hanoi porta con sé implicazioni geopolitiche rilevanti.
Nonostante le pressioni dei paesi occidentali volte a isolare l’industria della difesa russa dopo il 2022, il Vietnam continua a percorrere una politica d’acquisto pragmatica, fondata sulla continuità logistica e sulle infrastrutture di manutenzione già esistenti.
L’acquisizione dello Yak-130M offre infatti il vantaggio di una conversione lineare per i piloti e per il personale tecnico, fungendo inoltre da ideale piattaforma propedeutica in vista dell’eventuale introduzione dei caccia di quinta generazione Su-57, prevista dai piani strategici vietnamiti a partire dal 2030.
L’operazione non è tuttavia priva di incognite e conferma il condizionale utilizzato all’inizio: l’assenza di un’ufficializzazione bilaterale e dettagliata da parte delle autorità di Hanoi lascia infatti seri interrogativi sul reale stato del contratto, oltre che sui tempi effettivi di consegna e sul costo globale del pacchetto.
Assumere il ruolo di cliente di lancio esporrebbe il Paese asiatico ai rischi tipici della fase di sviluppo di un nuovo velivolo, come l’affinamento del software, i test di integrazione degli armamenti e la convalida dei sensori sul campo, i cui tempi di sperimentazione potrebbero protrarsi per diversi anni.
Foto UAC
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








